La domanda arriva quasi sempre nello stesso modo: «ma per diventare arbitro cosa devo fare?». La risposta breve è che devi presentarti in una sezione dell'Associazione Italiana Arbitri, frequentare un corso e superare un esame. La risposta lunga è più interessante, perché la parte difficile non è iscriversi: è il primo anno.
I requisiti, in due righe
Il corso è aperto a ragazze e ragazzi in una fascia d'età che le sezioni indicano di norma tra i 14 anni compiuti e i 40 non compiuti, con qualche variazione tra un bando e l'altro. Serve la cittadinanza UE o un regolare permesso di soggiorno, un documento valido e il certificato medico per attività agonistica. Il corso non si paga, e dopo l'esame la divisa, il fischietto, i cartellini e il taccuino te li dà la sezione.
Fino ai 19 anni non compiuti esiste il doppio tesseramento: puoi arbitrare continuando a giocare nella tua squadra, con l'ovvio limite di non poter dirigere gare dei gironi in cui è iscritta la società per cui sei tesserato.
Il corso
Durata media due mesi, due lezioni a settimana, tenute da arbitri della sezione. Si parte dalle diciassette regole e si finisce sulla tecnica arbitrale: dove posizionarsi, come muoversi in diagonale, come gestire una protesta prima che diventi un capannello. Nessuno ti chiede di aver giocato a calcio. Serve piuttosto la disponibilità a essere corretto in pubblico, che è una competenza diversa e più rara.
L'esame
Tipicamente si compone di tre parti: un tema, una serie di quiz sul regolamento e un colloquio orale. La parte che spaventa di più è quella dei quiz, ed è anche la più facile da preparare, perché è l'unica completamente sotto il tuo controllo. Il colloquio, invece, non verifica se hai imparato le regole a memoria: verifica se sai applicarle a una situazione raccontata a voce.
Il candidato che ripete la regola a memoria e poi si blocca davanti a un caso concreto è il caso più frequente di bocciatura. Studia per casi, non per articoli.
Il primo anno
Si comincia dalle categorie giovanili, seguiti da un tutor. Per ogni gara diretta è previsto un rimborso spese parametrato alla categoria. Il primo anno è quello in cui capisci tre cose che nessun manuale ti dice:
- Il regolamento è la parte semplice. La parte complicata è decidere in tempo reale con ventidue persone che urlano.
- Le decisioni sbagliate si dimenticano, quelle spiegate male no. Un errore tecnico si perdona; un atteggiamento arrogante resta addosso per tutta la stagione.
- La preparazione fisica conta più di quanto pensi. Se arrivi in ritardo sull'azione, la decisione giusta la prendi comunque per caso.
Da dove partire oggi
Scarica il regolamento ufficiale dal sito dell'AIA, poi allenati sui casi pratici invece che sulla lettura lineare. Trovi i nostri quiz divisi per livello e le situazioni animate per vedere sul campo i meccanismi che a leggerli sembrano astratti.