Regola18
Il percorso, senza giri di parole

Come si diventa arbitro di calcio in Italia

Requisiti, corso, esame e primo anno in campo: che cosa succede davvero quando ti iscrivi a una sezione AIA.

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La domanda arriva quasi sempre nello stesso modo: «ma per diventare arbitro cosa devo fare?». La risposta breve è che devi presentarti in una sezione dell'Associazione Italiana Arbitri, frequentare un corso e superare un esame. La risposta lunga è più interessante, perché la parte difficile non è iscriversi: è il primo anno.

I requisiti, in due righe

Il corso è aperto a ragazze e ragazzi in una fascia d'età che le sezioni indicano di norma tra i 14 anni compiuti e i 40 non compiuti, con qualche variazione tra un bando e l'altro. Serve la cittadinanza UE o un regolare permesso di soggiorno, un documento valido e il certificato medico per attività agonistica. Il corso non si paga, e dopo l'esame la divisa, il fischietto, i cartellini e il taccuino te li dà la sezione.

Fino ai 19 anni non compiuti esiste il doppio tesseramento: puoi arbitrare continuando a giocare nella tua squadra, con l'ovvio limite di non poter dirigere gare dei gironi in cui è iscritta la società per cui sei tesserato.

Le date, i limiti di età esatti e la documentazione cambiano di stagione in stagione e a volte di sezione in sezione. Prima di muoverti chiama la sezione AIA della tua provincia: è la fonte che conta.

Il corso

Durata media due mesi, due lezioni a settimana, tenute da arbitri della sezione. Si parte dalle diciassette regole e si finisce sulla tecnica arbitrale: dove posizionarsi, come muoversi in diagonale, come gestire una protesta prima che diventi un capannello. Nessuno ti chiede di aver giocato a calcio. Serve piuttosto la disponibilità a essere corretto in pubblico, che è una competenza diversa e più rara.

L'esame

Tipicamente si compone di tre parti: un tema, una serie di quiz sul regolamento e un colloquio orale. La parte che spaventa di più è quella dei quiz, ed è anche la più facile da preparare, perché è l'unica completamente sotto il tuo controllo. Il colloquio, invece, non verifica se hai imparato le regole a memoria: verifica se sai applicarle a una situazione raccontata a voce.

Il candidato che ripete la regola a memoria e poi si blocca davanti a un caso concreto è il caso più frequente di bocciatura. Studia per casi, non per articoli.

Il primo anno

Si comincia dalle categorie giovanili, seguiti da un tutor. Per ogni gara diretta è previsto un rimborso spese parametrato alla categoria. Il primo anno è quello in cui capisci tre cose che nessun manuale ti dice:

Da dove partire oggi

Scarica il regolamento ufficiale dal sito dell'AIA, poi allenati sui casi pratici invece che sulla lettura lineare. Trovi i nostri quiz divisi per livello e le situazioni animate per vedere sul campo i meccanismi che a leggerli sembrano astratti.

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