Il fuorigioco è la regola che genera più discussioni al bar e meno discussioni tra chi arbitra, per un motivo semplice: chi la applica la scompone sempre nello stesso ordine. Tre domande, sempre le stesse, sempre in quella sequenza.
1. Dov'era, e quando
Il fotogramma che conta non è quello in cui l'attaccante riceve il pallone: è quello in cui il compagno lo gioca. È l'errore più diffuso tra chi guarda da fuori, ed è il motivo per cui il replay a volte sembra dare torto all'assistente: si sta guardando l'istante sbagliato.
Nel video qui sotto puoi fermare l'azione esattamente su quell'istante e vedere perché la linea cade dove cade.
2. C'è un'esclusione?
Ci sono situazioni in cui la posizione, per quanto avanzata, non conta proprio: quando il pallone arriva direttamente da una rimessa laterale, da un calcio di rinvio o da un calcio d'angolo. Prima di valutare qualsiasi altra cosa, l'arbitro controlla da dove è arrivato il pallone. Se la risposta è una di queste tre, la questione finisce lì.
3. Ha davvero partecipato?
Trovarsi in posizione irregolare non è un'infrazione. Lo diventa quando l'attaccante entra nell'azione: tocca il pallone, oppure disturba un avversario impedendogli di giocarlo o coprendogli la visuale, oppure approfitta di un pallone che gli torna addosso dopo un rimbalzo o una respinta.
Il punto che divide gli intenditori dagli altri
La differenza tra una respinta e una giocata voluta di un difendente cambia completamente l'esito. Se il difendente ha visto arrivare un pallone lento da lontano, ha avuto il tempo di sistemarsi e ha deciso lui dove mandarlo, l'azione riparte da zero: chi riceve non sta più approfittando di niente. Se invece ha allungato una gamba d'istinto su un tiro diretto in porta, quella non è una scelta: è un salvataggio, e l'attaccante che raccoglie il pallone sta ancora traendo beneficio dalla sua posizione.
Gli indizi che si usano per distinguerle sono concreti: da quanto lontano arrivava il pallone, a che velocità, se la direzione era prevedibile, se il difendente ha avuto il tempo di coordinare il movimento, se il pallone era a terra o in aria.
Che cosa non è fuorigioco
- Essere in linea con il penultimo avversario, o con gli ultimi due.
- Trovarsi nella propria metà campo nell'istante del passaggio, anche arretrando poi a prendere il pallone in quella avversaria — attenzione: qui conta la posizione al momento del passaggio.
- Braccia e mani più avanti del resto del corpo: non si considerano.
Vuoi provare? Nei quiz tecnici le domande sul fuorigioco sono quelle su cui si sbaglia di più.