Regola18
Per chi guarda

Cinque decisioni che dalla tribuna sembrano sbagliate (e non lo sono)

Fuorigioco millimetrici, mani non fischiate, gialli al posto dei rossi: perché certe decisioni corrette sembrano assurde da fuori.

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Quasi tutte le polemiche da tribuna nascono da un equivoco: si giudica la decisione con informazioni diverse da quelle che ha l'arbitro, o guardando l'istante sbagliato. Ecco i cinque casi che si ripetono ogni domenica.

1. «Era fuorigioco di mezzo metro, come fa a non vederlo»

Perché l'assistente non deve guardare dove arriva il pallone: deve guardare dove si trovava l'attaccante nell'istante in cui il compagno lo ha calciato. Sono due momenti diversi, spesso separati da un secondo pieno, durante il quale l'attaccante corre e la difesa sale. Il replay che vedi in tribuna quasi sempre mostra il fotogramma sbagliato.

2. «Il pallone gli ha preso il braccio, è rigore»

Non ogni contatto tra pallone e braccio è un'infrazione. Conta se il braccio era in una posizione che il movimento del corpo non giustifica, cioè se il difendente ha ingrandito artificialmente la sagoma del proprio corpo. Un braccio che accompagna una corsa, o che si appoggia a terra dopo una scivolata, sta dove deve stare. Il criterio non è «l'ha toccata», è «poteva starci quel braccio lì».

3. «Ha steso l'ultimo uomo in area e ha preso solo il giallo»

Perché in area la squadra danneggiata riceve già un'occasione da gol: il calcio di rigore. Se il fallo nasce da un tentativo genuino di prendere il pallone, sanzionare anche con l'espulsione significherebbe punire due volte lo stesso episodio. Se invece il difensore ha trattenuto la maglia o spinto, senza alcuna possibilità di arrivare sul pallone, allora il rosso arriva eccome.

4. «Ha fischiato fallo a favore di chi lo ha subito e poi ha lasciato giocare»

Si chiama vantaggio, ed è una scelta, non una dimenticanza. L'arbitro vede l'infrazione e valuta che fermare il gioco danneggerebbe la squadra colpita. Se il vantaggio non si concretizza in pochi secondi, torna indietro e punisce. E l'eventuale cartellino non sparisce: viene mostrato alla prima interruzione utile.

5. «Il portiere ha tenuto la palla una vita e non ha fischiato niente»

Guarda il braccio dell'arbitro. Quando il tempo del portiere inizia a diventare eccessivo, l'arbitro lo alza e conta a vista: è un avvertimento visibile a tutti, e nella quasi totalità dei casi basta a far ripartire l'azione. Se il tempo scade davvero, il pallone passa agli avversari con un calcio d'angolo.

Un'ultima cosa, detta senza retorica: chi arbitra vede la stessa azione una volta sola, da un angolo solo, alla velocità reale, senza replay e senza possibilità di rivederla. Tenerlo a mente non rende le decisioni giuste, ma rende più oneste le discussioni.
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